La maestosa Cordigliera delle Ande, situata nel continente latinoamericano, è una delle più immense e strabilianti catene montuose al mondo!
Con un estensione di quasi 9000km (oltre 9 volte l’Italia!), la Cordigliera attraversa tutta la parte ovest del Sudamerica attraversando ben 7 paesi – Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile ed Argentina – ed sicuramente
In questo articolo, vogliamo condividere con voi alcune curiosità e fatti pressochè sconosciuti sulle famose Ande Peruviane, l’attrazione numero uno di quasi tutti i viaggi in Perù. che personalmente anche noi abbiamo trovato incredibile!
Cominciamo subito!! 🙂
1. La costruzione di Machu Picchu fu interrotta
dai conquistadores spagnoli.
Machu Picchu è probabilmente la destinazione più iconica che subito salta alla mente quando si parla di Ande Peruviane, e altrettanto è una costruzione che molte persone faticano ad attribuire ad un’epoca storica precisa.
Le origini di Machu Picchu, al contrario di quello che spontaneamente possa venir da pensare vedendone le rovine, sono relativamente recenti: la costruzione della cittadella cominciò solamente nel 1450 d.C. , su ordine del leader Pachacuti Inca Yupanqui (quindi circa 1000 anni dopo la caduta dell’impero romano!!).
Tutta Machu Picchu, fu costruita con una rudimentale, ma efficace tecnica anti-sismica senza l’uso di alcuna malta, ma solamente utilizzando accessi trapezoidali, pareti inclinate verso l’interno, blocchi tagliati alla perfezione ed incastrati tra loro.
Spesso, il sito viene chiamata dai tour operatori e sui siti web “la città perduta degli Inca”, ma la verità è che la città non è mai stata “persa”, ma al contrario non è fu mai neppure completata dagli Inca, in quanto i primi conquistatori spagnoli la scoprirono quando ancora era in construzione.
La guerra di conquista spagnola ne bloccò lo sviluppo, e le rovine di Machu Picchu furono “dimenticate” fino al 1911, quando l’esploratore americano Hiram Bingham le riportò sotto ai riflettori postandone alcune foto su National Geographic.
Ad oggi, Machu Picchu è una delle mete più visitate del Perù e patrimonio dell’Unesco dal 1983 🙂
2. La Cordigliera Bianca è la più grande catena montuosa
coperta di neve in una zona tropicale del pianeta!
Chi ha detto che ai tropici ci sono solo palme, giungla e spiagge?
La Cordigliera bianca (“Cordillera Blanca” in Spagnolo” è un’incredibile catena montuosa peruviana che si estende per oltre 180km tra l’equatore ed il tropico del capricorno.
La Cordigliera deve il suo nome alle sue cime perennemente innevate: conta ben 33 picchi al di sopra dei 6000 metri, alcuni dei quali iconici e famosi a livello mondiale (di cui parleremo in seguito)!!
Un’altra curiosità non proprio felice, è quella relativa ai ghiacciai della Cordigliera bianca: fino agli anni ’90, se ne contavano 722 in totale, mentre al giorno d’oggi, in seguimento al surriscaldamento globale, sono arrivati a meno di 300, coprendo un area quasì metà di quella di soli 30 anni fa.
3. L’Alpamayo è stato votato nel 1966
come “la Montagna più bella del Pianeta”.
Tradotto dal quecha (lingua officiale dell’impero Inca), Alpamayo significa “Fiume Terra” ed osservandolo è facile capirne il perchè del nome: è una montagna mastodontica, con pareti scoscese che scendono precipitose come fiumi di terra in piena.
Nel 1966, l’Alpamayo venne votata da scalatori e fotografi sul settimanale tedesco “Alpinismus” come “la montagna più bella del mondo”, e da quell’anno questo è rimasto il suo famoso nickname.
Ad oggi, l’Alpamayo con i suoi 5947m di altezza, è una delle cime più apprezzate da scalatori professionisti ed amatoriali, ed una delle mete più ambite e turistiche del Perù, con tours e cordate organizzate quasi diariarmente tra maggio e settembre.
Secondo la mitologia Inca, l’Alpamayo è il luogo in cui si genera l’energia maschile che ferzilizza la pachamama (“madre terra” in quecha).
La credenza, secondo gli storici, nacque probabilmente dalla magia creata dal riflesso della via lattea nei laghi circostanti l’Alpamayo: un effetto di luci e sbarluccichii che dai laghi e dai fiumi fluisce scendendo a valle fino a raggiungere il Rio delle Amazzoni 🙂
4. Il Colca Canyon peruviano,
è due volte più profondo del Grand Canyon!
Il Colca Canyon è una di quelle destinazioni di cui si sente parlare appena si entra in Peru, ma non ancora troppo conosciuto a livello internazionale.
Situato a circa 180km da Arequipa (sud del Peru), il Colca canyon è uno dei canyon più profondi del mondo, con cime che raggiungono i 4000m sul livello del mare, ed una profondita tra i 1000-2000m.
Messo a comparazione con il Gran Canyon statunitense, l’altezza del canyon è quasi il doppio!!
Il Colca Canyon offre panorami che tolgono il fiato ed è costellato di piccoli e tradizionali villaggi andini dove si respira una vita rurale ed a contatto con la natura, lontana dalla modernità dei nostri tempi.
Ad oggi, il Colca è visitato da circa 150.000 turisti l’anno, attratti dai suoi panorami, dalla possibilità di vedere i magnifici condor che qui risiedono (il simbolo delle Ande!) e provare le acque termali locali.
Nota: essendo il Colca canyon tra i 2000-4000metri, è consigliabile acclimatarsi per qualche giorno ad Arequipa prima di avventurarsi in escursioni e percorsi di trekking: l’ossigeno è poco e il respiro si fa pesante molto rapidamente 😉
5. Il lago Titicaca è il lago navigabile più alto al mondo,
e ospita isole flottanti che si possono muovere!
Il lago Titicaca è un posto di pace surreale.
Situato sul confine tra Bolivia e Perù ad un altezza di 3812m, è il lago navigabile più alto del mondo, e la sua estensione è 8.372km2 (per darvi un’idea, è più di 20 volte il lago di Garda…enorme!!).
Al suo interno, si trovano 41 isole, tra cui le più famose sono l’isola del sole e l’isole della luna (nella parte boliviana) e le isole “Uros” (nella parte peruviana), che nient’altro sono che curiose isole flottanti costruite con i canneti (chiamati “totora”) che crescono ai bordi del lago.
Gli abitanti delle isole Uros non pagano tasse di residenza, e possono pure spostare le proprie isole nel caso i vicini non siano più di aggrado (incredibile, il sogno di chiunque ahah!).
I canneti che compongono il suolo devono continuamente esser sostituiti (man mano che gli strati inferiori si deteriorano/decompongono) ed il che è un lavoro che tiene occupati gli abitanti per gran parte della settimana. Oltre al suolo, anche le capanne e le barche usate dai locali sono costruite con i canneti di totora.
La stessa pianta infine, è usata pure per creare medicinali, per preparare piatti tipici locali, e per intrecciare souvenir per i turisti (nella foto sopra mi trovavo in una delle Uros più “turistiche” osservando la vita locale).
6. Huaraz fu interamente distrutta da un terremoto nel 1970,
dove si salvò solo la piazza principale!
Huaraz è un’insediamento di circa 120.000 abitanti, perlopiù di origine indigena aldina, situato a 3052m sopra il livello del mare (ed a circa 400km da Lima) nella panoramica valle del Callejón de Huaylas nel Ancash, all’interno della Cordigliera Blanca.
La particolarità di questa cittadina, risiede nella sua storia: fu infatti una delle prime cittadine costruite nella regione, secondo gli storici nata intorno al 200a.C. con la popolazione Chavin (la civilizzazione che abitò le Ande ed il Sudamerica più di 1000 anni prima dei vari e più conosciuti Atzechi, Maya e Inca).
Durante la storia, Huaraz fu conquistata e controllata diverse volte da differenti civilità: gli Huari, il Grande Impero Inca e dagli spagnoli in seguito.
La città odierna infatti, fu fondata ufficialmente nel 1574 da Alonso de Santoyo, uno dei membri spagnoli della prima spedizione di conquista in Perù.
La città, non subì grandi cambiamenti durante tutto il periodo coloniale e successivamente repubblicano (il Perù ottenne l’indipendenza nel 1821), fino al 1970 in cui un grande terremoto sfortunatamente distrusse quasi completamente la città, causando oltre 30.000 vittime e lasciando intatta praticamente solo la piazza principale.
Per questo motivo, nonostante la città fu successivamente ricostruita, al giorno d’oggi non si trovano molte case coloniali a Huaraz. Premesso ciò, qua e là è ancora possibile ammirare la stratificazione dei vari domini, con costruzioni pre-inca, Inca, coloniali e novecentesche che coesistono tra loro.
Curiosità Bonus: la città venne nominata “La più nobile e generosa città di Huaraz” da Simon Bolivar durante la rivoluzione peruviana, quando i suoi abitanti cederono tutti i loro possedimenti per ottenere fondi ed equipaggiamenti per supportare l’armata di liberazione 🙂
7. In Perù c’è una Montagna “Arcobaleno”,
unica al mondo!
La “montagna Arcobaleno” come viene chiamata dai turisti stranieri (o “Vinicunca” dai locali) è un’incredibile meraviglia naturale situata a circa 80km da Cuzco, famosa per i suoi colorati sedimenti minerali che attirano viaggiatori e fotografi da tutto il mondo.
Per raggiungere questa speciale montagna, normalmente si parte con un Tour da Cuzco, ed il tutto richiede circa due ore di macchina (solo andata) più due orette di trekking di difficoltà media.
La curiosità, forse più interessante, ma allo stesso probabilmente deludente, è il fatto che difficilmente quando si arriva alla Rainbow mountain si può ammirare un panorama mozzafiato come quello delle foto che si vedono spesso sui social.
I colori infatti, sono spesso modificati utilizzando saturazioni fuori scala per rendere le colline più colorate di quello che in realtà sono, creando aspettative falsate che possono portare a godersi meno queste formazioni rocciose (che comunque sono molto molto particolari!).
L’altro aspetto negativo, è il fattore “meteo”: la valle dove sorge la Montagna Arcobaleno è infatti famosa per la grande umidità e per esser spesso coperta da nubi a bassa quota che impediscono una chiara visione del panorama e che contribuiscono a loro volta a rendere i colori ancora più sbiaditi.
Per questo, prima di visitare la Rainbow mountain, è importante controllare il meteo e partire senza aspettative altissime: in questo modo, la sopresa sarà più bella e l’esperienza più memorabile 😀
8. “Laguna 69” is an incredibly sexy laguna,
but the 69 doesn’t have any special meaning!
La Laguna 69, è un laghetto dal color blu cristallino situato nel cuore della Cordigliera Blanca, ambita meta di trekking per gli appassionati di scalate ed alpinismo e uno dei più gettonati percorsi di un giorno per gli amanti dell’hiking.
Tralasciando l’incredibile panorama della laguna (cascate, cime innevate, flora andina, aria fresca e silenzi, etc.), una cosa che coglie molti visitatori con sorpresa è proprio il nome stesso della laguna: “perchè 69?!”.
Con un pizzico di malizia, è facile andar a pensare a qualche leggenda di carattere sessuale, o comunque a qualche storia con sfondo hot…ma niente di tutto ciò!
Il numero “69” infatti, è puramente casuale, e frutto di una numerazione delle lagune della Huascaràn National Park puramente in ordine geografico: contando in ordine sulla cartina, è la laguna numero 69 delle oltre 400 lagune di origine glaciale che decorano le cime e le valli del parco nazionale della Cordigliera Blanca. 🙂
9. Con i suoi 6768, il monte Huascaran è il tetto del Perù e patrimonio dell’Unesco dal 1977.
Rimaniamo nel Huascarán National Park, e presentiamo una curiosità sul suo gioiello più alto, l’omonimo monte “Huascaran”, patrimonio UNESCO dal 1977 e di fatto il tetto del Perù!
Questa grande montagna formata principalmente da granito di epoca cenozoica, è contraddistinta da due cime: Huascaràn Sur con un altezza di 6768m e Huascaràn Norte con un’altitudine di 6654m, le due separate da una conca chiamata la “Garganta” (“gola” in Italiano).
Secondo una leggenda locale, i ghiacciai che dalla cime due cime del Huascaran scendono verso valle sono frutto della tristezza delle due vette che separate per l’eternità nonostante il desiderio di unirsi una all’altra, semplicemente piangono il loro amore versando lacrime che si trasformano in ghiaccio (si… molto triste, ma anche romantica come storia 🙂 ).
Una curiosità bonus: la cima sud del Huascaràn è il secondo punto più distante della crosta terrestre dal centro della terra, dietro solo alla cima del Chimborazo in Ecuador 😀
10. Choquequirao è la sorella minore (e meno famosa!),
di Machu Picchu
Tutti hanno sentito nominare Machu Picchu, ma probabilmente meno di un 1% della popolazione mondiale ha mai sentito parlare di Choquequirao, la sua “segreta” sorella minore.
Choquequirao è infatti una gemma Inca ancora nascosta delle Ande Peruviane, che offre tutt’oggi un’esperienza meno turistica, ma comunque estremamente scenografica ed avventurosa.
Situata solamente ad una quarantina di kilometri da Machu Picchu, Choquequirao è un sito che offre altrettante rovine e terrazzi, ma in un’atmosfera più intima.
L’insediamento è anche conosciuto come “l’ultimo insiediamento Inca”, in quanto l’ultimo imperatore Inca, nel 1535, in seguito alla presa spagnola di Cuzco, diede ordine di ritirata verso l’ultima roccaforte di Choquequirao, che non fu mai trovata dagli spagnoli.
Per arrivare a Choquequirao infatti, sono necessari tutt’oggi 3-4 giorni di trekking attraverso la giungla (non ci sono strade o mezzi di trasporto per arrivarci), il che la rende per pochi e per questo ancor oggi un’esperienza molto fuori dalle mappe.
Ultima curiosità bonus: si stima che solamente il 30% di Choquequirao sia stato attualmente disinterrato eper questo oltre che ad esser un sito oggetto di studio, presumibilmente si pensa che verrà preso di mira dagli archeologi nei decenni a venire.
Conclusione
Ed eccoci arrivati alla fine di questo curioso articolo 🙂
In questo post, abbiamo visto insieme varie curiosità sulle Cordigliere delle Ande Peruviane e le sue cime: da Machu Picchu a Choquequirao, dalle isole flottanti del lago Titicaca alle scenografiche cime dell’Alpamayo e del Huascaran, fino alla curiosa storia di Huaraz, della montagna arcobaleno e della laguna 69.
Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto per imparare qualcosa di nuovo su questo stupendo angolo di mondo e pianificare i tuoi futuri viaggi.
Come ultima cosa, ci tengo a dirti: se ci stai pensando su…vai in Perù, e ti rimarrà nel cuore per sempre! (almeno così è stato per me! 🙂
Non sai da dove cominciare per organizzare la tua spedizione? Prova a dare un’occhiata alla pagina di Exped Tribe, è una delle migliori community italiane (e tedesca/inglese!) per trekking di gruppo in giro per il mondo, dove si possono trovare guide esperti per ogni angolo di mondo 🙂
Prima di salutarci, come sempre, ti chiedo:
- Vuoi lasciare un feedback sull’articolo?
- Hai dubbi o Domande?
- Conosci altre curiosità sulle Ande Peruviane o vuoi condividere un’esperienza personale?
Fammelo sapere nei commenti qui sotto! 😀
se avete trovato utile l’articolo 🙂
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- Con il Camper in Croazia – Guida completa
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- Cappadocia in Camper: Un viaggio da sogno nel cuore della Turchia
- Destinazioni del mondo: Scoprite altre destinazioni interessanti!
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Grazie per leggere, e ci vediamo nel prossimo articolo! 🙂
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