Hello beautiful people, ben ritrovati ancora una volta sulla route! 🙂
Oggi parliamo di voli internazionali, di situazioni spiacevoli e di smoking rooms negli aeroporti!
Voi direte: “ma come Dani, ma se tu non fumi?”
Infatti!
Io non fumo… ma la mia dolce metà Isa purtroppo si, e per quanto possa esser dolce, fidatevi che dopo non aver fumato durante un lungo viaggio intercontinentale per oltre 10 ore, può trasformarsi in un furioso mostro biblico sputafuoco! (spero non legga questo articolo eheh)
Ma andiamo con ordine!
Siamo nel 2019, a Mallorca, imbarcando i nostri bagagli per uno dei viaggi che ad oggi ricordiamo come i più belli della nostra vita, ma che come presto scoprirete, non era partito sotto tutti i migliori auspici…
Partiamo dall’inizio!
Mattina presto, ore 7.00
1. Partiamo per l’aeroporto
Sveglia presto, due backpack che pesano come due frigoriferi da 30kg l’uno (entrambi li porto io ovviamente!), e via verso l’aeroporto di Mallorca.
Il viaggio sarà lungo, perchè siamo direzionati a Bali, ed il nostro volo include 2 scali: Zurigo e Singapore!
Nonostante ciò, l’entusiasmo è tanto, in quanto questo viaggio è il nostro PRIMO viaggio insieme da soli (incredibile pensare ora, quanto tempo è passato!).
Ovviamente, il primo viaggio insieme, la prima “vacanza” vera, è un po’ come una luna di miele… speri che tutto vada bene e di andare d’amore e d’accordo tutto il tempo!
Pieni di buone speranze, imbarchiamo i frigoriferi bagagli… e pronti!
(La faccia della hostess che c’ha fatto il check-in di prima mattina, fu un monito di cattivo omen che purtroppo io al tempo non colsi) xD
Primo Scalo tutto Ok
Il primo volo fino a Zurigo è volato, era molto corto.
Appena arrivati, mangiamo qualcosa, Isa va a fumarsi una sigaretta (ricordatevi il dettaglio, è importante!) e poi ci mettiamo in attesa della partenza del volo successivo, circa 4 ore dopo.
Quando manca più o meno un’ora alla partenza, Isa va a fumarsi un’altra sigarettina (notate bene), e poi mano nella mano imbarchiamo per il volo verso Singapore, un volo di ben 10 ore.
Arriviamo al Changi Airport di Singapore
Se il primo volo a Zurigo era volato, questo ancora di più (almeno per me!).
Non perchè fosse più corto, anzi! Però, essendo quasi tutto notturno, ho potuto attivare il mio superpotere di viaggio (dormire ovunque ed in qualunque condizione come un tedesco dopo l’oktoberfest) e quando ho aperto gli occhi stavamo praticamente atterrando.
Riposato e rilassato, mi sono girato verso Isa che ovviamente, tra un film e l’altro, non aveva quasi chiuso occhio (ecco, lei non ha quel superpotere di dormire ovunque, lei ha il superpotere inverso, quello di poter rimaner sveglia sempre e dovunque come un caffeinomane dopo la trentaseiesima tazzina di caffè strong!).
Mentre io mi sentivo fresco e riposato, lei, a non dormire, sembrava un po’ stressata (normale se non dormi tutta la notte…), ma vabbè, scendiamo e per il momento, ancora tutto ok.
Poi però, ci viene fame, e quindi pensiamo bene di trovare un posto dove mangiare (in questo scalo, avevamo circa 2 ore e mezza di tempo!).
Io vedo un cartello, e suggerisco di andare al Burger King (al tempo entrambi adoravamo le schifezze!). Non era proprio vicino, tipo 10 minuti, però avevamo tempo.
Isa mi dice che vorrebbe fumare, però alla fine accetta di fumare dopo aver mangiato visto che non c’erano smoking rooms in vista.
Ci avviamo verso il Burger King, navigando il Changi Airport, uno degli aeroporti più vasti al mondo…
L’aeroporto di Changi è davvero immenso, una mini-città praticamente.
Ci sono sale cinema, giardini tropicali, fontane a pioggia, ponti sospesi e tanti, tantissimi negozi!
Nonostante la stanchezza, a Isa piace guardare e curiosare, e quindi per arrivare al Burger King invece che 10 minuti ce ne mettiamo 50 (ma vabbè…abbiamo tempo no?^^).
Grande fila per ordinare, servizio lento per gli standard di Singapore (era la mia terza volta qui, e fu, fatalità, uno dei servizi più lenti che mi è capitato di ricevere a Singapore).
In totale, tra una cosa e l’altra, per mangiare ci mettiamo circa 40 minuti. Caffettino… e dopo il caffè, a Isa parte la voglia di sigaretta.
Questa volta, diventa una voglia potente…
“Va bene” le dico.
“Cerchiamo la smoking room, ma ricordiamoci che abbiamo un’ora e questo aeroporto è immenso da navigare”. Ok. Ci mettiamo alla ricerca della smoking room.
Io vedo un cartello, e indico la via.
Mai l’avessi fatto! Qui cominciò il nostro calvario!
Cammina cammina.
Dove è questa maledetta smoking room??!
Cammina cammina.
Cinque minuti. Dieci minuti. Quindici minuti.
Ogni tanto, compariva un altro cartello “Smoking Room” che segnava ancora avanti.
Stavamo percorrendo un corridoio infinito, e i segnali indicavano sempre “ancora avanti”.
Allo stesso tempo però, ci stavamo allontanando dal gate verso cui saremmo dovuti imbarcare da li a poco.
A Isa monta l’ansia, il nervosismo, e la rabbia. Dopo oltre 11 ore di astinenza non ce la fa più, e solo l’idea di non poter fumare per altre 5 ore fino a Bali, la manda in bestia.
“Te l’avevo detto che dovevo fumare prima di mangiare!” mi dice fumando dalle orecchie (che cambiamento di umore improvviso!).
Onestamente…quanto può esser lontana una dannata Smoking Room???
“Tu hai voluto mangiare” – mi dice cominciando a sputare fuoco.
Camminiamo ancora 10 minuti, niente…il deserto del Gobi, questa Smoking Room non si trova!
Io provo a convincere Isa che dobbiamo andar al gate per non perdere il volo, e li esplode furente.
“Ecco bla bla bla bla bla e bla e *tante altre cose che dicono le donne quando sono arrabbiate e non ci puoi proprio ragionare*”.
Niente, dobbiamo andare, il fumo dovrà aspettare.
Mi dispiace per lei, davvero mi dispiaceva nel profondo, ma dopo 40 minuti di ricerca non sapevo più neanche io che fare…pure gli info-points ci dicevano che avremmo dovuto continuare a camminare in direzione opposta!
Andiamo al nostro gate, Isa praticamente non mi parla più, chiusa in se stessa e nella sua frustrazione. Non proprio un grande inizio di vacanza.
Il volo è pure in ritardo…
Arrivati al gate ci sediamo sul pavimento perchè tutte le sedie erano piene.
Poi, l’assistente di volo annuncia che il volo è pure in ritardo.
Prima di 20 minuti – e Isa già che mi rimprovera “tu e la tua fretta! Visto che avremmo potuto arrivare alla smoking room??!”.
Però con 20 minuti, ora era troppo tardi.
Poi, sfiga vuole che il problema si protrae (hai presente quando gli astri sono contro di te e sei impotente? Quando il tuo avversario è pieno di assi e tu peschi solo scartini? Ecco questa era la situazione…).
Passati 20 minuti, la speaker annuncia altri 20 minuti di ritardo. Silenzio. Noi fermi ad aspettare al gate. La dolce e bellissima ragazza che conoscevo, non c’era più.
Mi giro alla mia destra, e vedo con sorpresa un fumante drago a tre teste sputafuoco, un idra biblica…
Niente, meglio non indagare oltre su come stia, mi rigiro e mestamente aspetto che apra il gate.
Non ci siamo parlati per praticamente
tutta l’ultima tratta
L’arrivo a Bali è stato davvero strano.
Sull’aereo praticamente non ci siamo parlati.
Isa era sulle sue, frustrata (è incredibile cosa può fare l’astinenza da fumo!), e io a questo punto mi sono messo le cuffie ed ho riattivato il mio superpotere (ghiro-mode).
Quattro orette e siamo arrivati.
Prendiamo i frigoriferi bagagli, usciamo di fretta e furia dall’aeroporto e FINALMENTE Isa si accende una sigaretta e PUFF…. torna in sè!
Improvvisamente, con il potere di una sigaretta (maledetta nicotina!!!), il Cerbero era tornato un dolce e mansueto cucciolo eccitato per l’inizio della vacanza.
Il nostro driver era li che ci aspettava, carichiamo tutto ed arriviamo in hotel.
Conclusione (e soluzione per il futuro!)
Ed eccoci arrivati!
Fatto il check-in e visto l’hotel, la camera e la piscina, Isa si riprese completamente, e da li in poi, la vacanza diventò memorabile per tutti i motivi più belli (abbiamo una guida completa a Bali se ti interessa buttarci un’occhio!).
Io invece, da questo viaggio ho capito l’importanza, per un fumatore, di quella dannata sigaretta (e per i partner dei fumatori pure!) 🙂
COME EVITARE QUELLO CHE E’ SUCCESSO A NOI?
Cercando su internet una soluzione per il futuro (sono un tipo previdente eheh) mi è capitato di imbattermi in Smoking Airports, un fantastico sito focalizzato esattamente sulle aree fumatori negli aeroporti in giro per il mondo.
Con pochi click, permette di scoprire in quali aeroporti è legale fumare, e fornisce istruzioni precise su come raggiungere le aree fumatori più vicine alla propria posizione (prima o dopo il security-check, vicino ai gates, durante i transfers etc.).
Plot twist: ho scoperto a posteriori che a Singapore ce l’avevamo pure una smoking room vicina, praticamente dietro al Burger King da dove eravamo partiti – ma non l’ho mai detto a Isa ahah).
Al ritorno, abbiamo fatto scalo all’aeroporto di Bangkok e, furbescamente, già sapevo dove era la Smoking Room. Isa felice, e le mie orecchie pure! ahah
Detto questo, oltre che a segnalarvi questa super-utile piattaforma, ci tengo anche a sottolineare che chiunque può essere un “contributor“ e quindi lasciare informazioni, foto, recensioni e la propria esperienza per aiutare il prossimo ad evitare trasformazioni in draghi a tre teste (e si possono pure ricevere crediti e rewards facendolo!).
Detto questo, beautiful people, prima di andare come sempre ho qualche domanda per voi:
- Vi è mai successa una situazione così spiacevole in aeroporto?
- Legata al fumo o ad altri incidenti di percorso?
- Qual’è stato il vostro viaggio in aereo peggiore e perchè?
Faccelo sapere nei commenti qui sotto! 🙂
Grazie per leggere, e buona strada!
Ci vediamo nel prossimo articolo! 🙂
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