Il tempo è una cosa strana:
è limitato,
non sai quanto ne hai,
non lo puoi comprare,
non torna mai indietro,
è la cosa più preziosa che hai,
e nonostante tutto ciò,
fin troppo ci troviamo a sprecarlo
senza neanche rendercene conto…
Per cominciare questo 2026 col piede giusto, ti voglio raccontare una storia molto personale
sul mio ultimo anno…
e sul perchè mi trovavo
sudato e morente in mezzo al nulla 🤣
Eccoci qui beautiful people al giro di boa: primo gennaio, nuovo anno!
Pieni di ricordi, progetti e pensieri, tra la nostalgia per un altro anno trascorso, e l’eccitazione per un altro nuovo anno che comincia!
L’inizio dell’anno penso che sia una giornata un po’ “speciale” per tutti: un giro di boa in cui un po’ tutti riflettiamo sulle cose fatte e sulla direzione che vogliamo prendere.
Anche io (Dani) stavo facendo lo stesso… e voglio condividere con voi, in questo primo giorno dell’anno, una storia un po’ più personale, riguardo a ciò che ho imparato negli ultimi 365 giorni, e riguardo una bugia che mi sono raccontato per tanti tanti anni: la bugia del “NON HO TEMPO”.
Ti è mai capitato di voler fare qualcosa, ma doverci rinunciare perchè una voce interiore ti diceva “non hai tempo”?
Io, negli ultimi anni, senza quasi accorgermente, ho rinunciato a tante piccole cose che di anno in anno mi ripetevo di voler fare, sempre per colpa di questa “stupida” bugia che mi raccontavo continuamente…
Nella mia testa…
mi sono ripetuto tante volte queste bugie:
– “non ho tempo per allenarmi” perchè “viaggiando non si può avere una routine d’allenamento seria” (il rimettermi in forma veniva sempre rimandato a “domani”, che poi non arrivava mai…)
– “non ho tempo per mangiare meglio” – migliorare la mia dieta richiede tempo, impegno e concentrazione… sono sempre di fretta, dove esattamente dovrei trovare quel tempo?
– “non ho tempo per leggere” – e i libri che compravo e inesorabilmente finivano stivati in van o su una libreria (ma intanto passavo ore a guardare video su youtube e a “scrollare” senza rendermi conto del passare del tempo)
– “non ho tempo per imparare una nuova lingua” – dal 2017 ho il desiderio di imparare il cinese dopo un viaggio in Cina, ogni gennaio mi mettevo come obiettivo di studiarlo regolarmente (e ogni febbraio lo studio era già finito e il piano arenato!”
– “non ho tempo per creare video su youtube in maniera costante per aiutare gli altri” con ciò che avevo la conoscenza di fare (tanta conoscenza, che poteva aiutare il prossimo, rimaneva chiusa dentro me stesso senza avere un impatto positivo sul mondo)
etc. etc. etc.
Tutte rinuncie perchè “NON AVEVO TEMPO” (o almeno questo è ciò che mi ripetevo!).
La mia vita mi sembrava sempre di corsa, da un posto all’altro, da un progetto all’altro, da una chiamata all’altra, sempre in affanno e senza il tempo necessario per riflettere davvero su dove stesse andando il mio tempo e in cosa valesse la pena investirlo per sentirmelo “ben speso” e non “sprecato.
Non tutto era grigio: viaggiavo praticamente full-time, avevo un indipendenza geografica (cose che da piccolo ho sempre sognato…) però nonostante ciò… non mi sentivo padrone del mio tempo.
Poi, qualcosa di strano successe alla fine dell’anno scorso….
Un libro che mi ha cambiato la vita:
Lo scorso dicembre poi, per non so quale grazia dal cielo, ho avuto la fortuna di vivere tre giorni di pace: il cellulare non squillava, le email magicamente non entravano, e intorno a me ho trovato un luogo tranquillo.
In questi giorni, ho trovato del tempo da dedicare per cominciare un libro che avevo preso molto tempo prima.
Questo libro, era Atomic Habits, un best-seller di James Clear (scrittore statunitense) sul potere delle piccole abitudini e sulla gestione del proprio tempo.
Quella che era cominciata con una lettura casuale, diventò uno di quei fulmini a ciel sereno che ti cambiano la vita!
Ho divorato quel libro in letteralmente 3 giorni, e ho cominciato ad applicare i suoi insegnamenti giorno per giorno… piccoli ma potenti!
Qui sotto te ne do un assaggio!
Come coltivare piccole abitudini
può svoltarti la vita?
Gli insegnamenti di Atomic Habits sono molto semplici, e si basano su quattro principi fondamentali.
1. Rendilo Visibile!
Se qualcosa non lo vedi, semplicemente non lo fai.
Se non vedi una bottiglia d’acqua vicino a te, difficilmente ti ricorderai di bere acqua.
L’ambiente intorno a te ti aiuta a fare ciò che desideri fare, molto di più che la tua motivazione.
2. Rendilo Attraente!
Il cervello segue il piacere, non la logica.
A nessuno piace fare qualcosa di noioso che ci fa sentire male.
Per esempio, se vuoi studiare una nuova lingua, può essere utile trovare una app che ti diverta e strutturi lo studio come un gioco (con obiettivi, suoni, e interattività, una cosa noiosa può diventare un momento di divertimento! 😉
Collega l’abitudine (es. studiare) a qualcosa che desideri già (intrattenimento). e tutto diventa più facile 🙂
3. Rendilo Facile!
Se è difficile, lo rimandi.
Se vuoi legger un libro la sera, sarà molto più facile leggerlo se la mattina te lo prepari già sul comò, piuttosto che lasciarlo stivato in una libreria al piano di sopra!
Ridurre lo sforzo iniziale al minimo, aiuta a cominciare a fare le cose che vuoi fare… e chi ben comincia, è a metà dell’opera 😉
4. Rendilo Gratificante!
Se un’abitudine non dà feedback immediato, muore.
Per questo tante app hanno suoni da-diiiing, streaks di giorni consecutivi, risultati condivisibili sui social etc.
Rendendo visibili i progressi, la nostra azione viene premiata e ci possiamo motivare a ripeterla 🙂
E con questo…?
Passettino dopo passettino…
è stato un anno incredibile!
GENNAIO: ACQUA!
Da gennaio, ho provato a testare ciò che il libro predicava, ossia che per fare ciò che vogliamo fare, dobbiamo cambiare l’ambiennte intorno a noi.
Con cosa l’ho testato?
Per cominciare con qualcosa di semplice, bere più acqua!
Ho comprato 6 bottiglie d’acqua, e le ho messe ovunque: accanto al letto quando mi sveglio, sulla scrivania dove lavoro, in frigo (perchè l’acqua fredda la bevo più volentieri!) e in bagno dove mi siedo…
Un piccolo gesto, ma che ha reso bere più acqua visibile (vedo le bottiglie) attraente (ho sempre una bottiglia fresca fresca) e facile (non devo alzarmi quando ho sete).
Ha funzionato? HELL YEAH!
Ho cominciato a bere 3 litri di acqua al giorno, e questo mi ha anche portato pure ad aver meno “sete” di birra in generale.
Piccole vittorie 🙂
FEBBRAIO: LEGGERE DI PIU’!
Gasato dalla prima piccola “vittoria”, ho pensato: se un libro può aiutarmi a rendere una cosa che non trovavo il tempo di fare (bere acqua!), chissà cosa possono fare più libri!
E così, mi sono messo come obiettivo quello di leggere, almeno 5 pagine al giorno.
Ho preso un libro, l’ho messo dove dormo accanto al cuscino.
La sera, ho lasciato il telefono ai piedi del letto prima di mettermi nel letto.
Ho cominciato a leggere il libro?
La risposta ancora una volta è ASSOLUTAMENTE SI!
E’ stato facile? Direi di si… il libro era li in bella vista (visibile!), era un libro che volevo leggere da tanto (attraente), è bastato allungare il braccio per prenderlo (facile) ed era un libro che parlava a sua volta della gestione del tempo (attraente).
Il solo fatto di preparare un libro, e allontanare il telefono, mi ha permesso di ricominciare a leggere con regolarità, e fare ciò che pensavo di non avere tempo di fare.
MARZO: TIME AUDIT
A marzo, dopo aver finito il libro Buy Back your Time, ho deciso di scoprire dove finisse il mio tempo.
Per farlo, ho creato una tabella, ed ogni 15 minuti per 3 interi giorni, ci ho scritto sopra che cosa stessi facendo e se quel tempo era ben speso o meno, se mi energizzava, o mi annoiava.
Cos’ho scoperto? Che spendevo (senza rendermene conto) dalle 5 alle 6 ore al telefono!
“Assurdo!!” dirai tu…
Ebbene, ti sfido ad entrare nelle impostazioni del tuo smartphone e controllare il tuo “Tempo di Utilizzo” (tutti gli smartphone ce l’hanno…).
Il 95% delle persone sottostima quanto davvero usa il telefono e sbaglia anche di diverse ore… sei pure tu nel gruppo? 😉
Dopo aver scoperto il tempo che “buttavo” al telefono (è vero, un po’ era per lavoro, ma comunque non tutto!), ho deciso di esser intenzionale nell’organizzare il mio telefono.
Come?
1) Ho disattivato tutte le notifiche (TUTTE!): niente messaggi di Whatsapp che suonano, niente aggiornamenti social, niente email, niente iconcine e distrazioni.
E’ esploso il mondo? Sorprendentemente no, ed ho scoperto che posso decidere quando dedicare tempo per rispondere ai messaggi, e che se qualcuno aspetta qualche ora prima di ricevere risposta, non succede assolutamente nulla!
2) Ho cancellato tutte le app scaricate “per caso” e i giochi che rubavano tempo
Con meno app, quelle davvero utili (studio, fitness, lavoro) diventano più visibili, ordinate ed più attrattive.
3) Ho organizzato la Home in Pagine: pagina lavoro, pagina fitness, pagina finanze, pagina studio cinese etc… tutto con un filo logico!
In questa maniera, si evita di saltare dal lavoro a youtube, o dallo studio alle news su google!
4) Ho scoperto i Widgets!
I widget, per chi non lo sapesse, sono delle piccole finestre che potete usare nella vostra home per fare praticamente quello che volete: scrivere una nota, tenere conto di uno streak, inserire un player audio… Sono scorciatoie verso ciò che davvero volete fare, e davvero se usati bene possono rendere il vostro telefono un accessorio che arrichisce il vostro tempo e non ve lo mangia!
5) Ho tolto le distrazioni dalla home e le ho nascoste in cartelle
L’idea qui, è di levare il “click” automatico, ed avere il tempo di ragionare e diventare consci di quello che stiamo cercando di fare.
A volte, per abitudine, i click al telefono diventano automatici: Youtube, News, Instagram, Tik Tok…i social sono costruiti per inondarci di dopamina e gratificazione immediata, e tutti tendiamo a creare un percorso automatico che ci porta a essi.
Sblocchiamo il telefono, e il nostro dito sa già dove cliccare e lo fa da solo.
Ti è mai capitato di tirar fuori il cellulare dalla tasca ed avere già un social aperto senza rendertene conto?
Nascondere le distrazioni e non renderle così facili da trovare, ci da il tempo per capire cosa stiamo facendo e se veramente siamo intenzionati a farlo.
Per tirare le somme, riorganizzando il cellulare, ho cominciato ad accorgermi di quanto tempo avessi in realtà tra le mani, che pensavo di non avere.
APRILE: SONO TORNATO IN PALESTRA!
Da gennaio avevo cominciato a fare qualcosa di “Home training” a casa, prima 10 minuti, poi 20 minuti...poi 30, 40, un’ora!
Poco per volta, ma mai “zero”.
Come mi sono motivato?
Semplicemente preparando un materassino per terra prima di andare a dormire.
Quando mi svegliavo e scendevo dal letto, ero già sul materassino, ed allenarmi diventava visibile, facile ed attraente (almeno per me che sono un mattiniero xD).
Guardare di giorno in giorno il mio corpo cambiare allo specchio poco a poco, era anche un bel feedback che rendeva l’impegno gratificante e mi motivava a ripeterlo!
Ad aprile mi decisi a fare sul serio… mi iscrissi in palestra!
Ogni sera, prima di andar a dormire, mi preparavo uno zaino con scarpe, asciugamano, acqua, cuffie, maglietta e pantaloncini. E poi, pure un pre-workout pronto per essere bevuto, le scarpe di fronte alla porta ed i vestiti per uscire.
In questo modo, la mattina, dovevo solamente scendere dal letto, mettermi i vestiti che già avevo scelto la sera prima, prendere lo zaino e uscire: zero scelte, zero ricerca di oggetti vari, zero pensieri…tutto automatico, zero frizione
In questa maniera, andare in palestra tutte le mattine è diventato qualcosa di visibile (lo zaino era li già pronto), semplice (dovevo solo uscire), attraente (era più facile alzarsi ed uscire, che non andarci e poi dover disfare tutti i preparativi col rimorso di non esserci andato) e gratificante (la mia immagine nello specchio migliorava di giorno in giorno).
Questo è il risultato dopo 8 mesi 🙂
MAGGIO: UNA DIETA SANA!
Andare in palestra e mangiare male, è un po’ come mettere la benzina sbagliata nel serbatoio e poi lamentarsi che la macchina non va.
Il nostro corpo funziona esattamente come una macchina: 7000kcal sono 1kg, un grammo di proteine o carboidrati sono 4kcal, un grammo di grassi sono 9kcal e un grammo d’alcohol sono 5kcal.
Il nostro metabolismo utilizza “mediamente” 2000kcal/giorno per sopravvivere (respirare, muoversi, scaldarsi, pensare etc.).
Se mangi 500kcal al giorno in più di quelle che il tuo metabolismo brucia, in 14 giorni avrai messo su un kilo. (500kcal *14 = 7000kcal).
Se mangi 500kcal al giorno in meno di quelle che bruci, in 14 giorni avrai perso un kilo. E’ pura e semplice scienza matematica, tutto il resto è fuffa.
Per costruire muscoli se fai palestra, ti serve mangiare proteine (i mattoncini di cui sono fatti i tuoi muscoli).
Quante? Moltiplica il tuo peso corporeo per 2, e quelli sono i grammi di proteine giornalieri che a spanne dovresti mangiare (in maniera molto semplice, 80kg * 2= 160g di proteine).
Certo…bello sulla carta…
Ma in pratica come si tiene conto di tutte queste cose?
Non sembra certo ne facile, ne attraente, ne gratificante…
Ebbene, a maggio ho scoperto una app che mi ha svoltato la mia nutrizione!
Questa app si chiama MacroFactors, è una app sviluppata da un fitness youtuber americano (Jeff Nippard), appositamente per rendere il nostro tracking nutritivo semplice.
Come funziona?
Scannerizzi il barcode di ciò che mangi, inserisci la quantità e lui ti calcola in automatico carboidrati, proteine e grassi.
Poi, se sei al ristorante, puoi semplicemente fare una foto al piatto, e lui con l’intelligenza artificiale ti calcola tutti i valori nutritivi del piatto (magia!).
Insomma, nutrirsi bene con questa app era diventata una passeggiata: foto a ciò che mangio, fine, lui se la vede a dirmi quanto devo mangiare in base al mio metabolismo specifico!
Nella app si può inserire il peso che si vuole raggiungere, e la data entro il quale si vuole raggiungere.
Seguendo le istruzioni passo a passo, è matematico arrivarci, non c’è possibilità di fallire!
Da maggio, giorno dopo giorno mi sono messo a registrare cosa mangiavo, a capire cosa mangiavo, ed intanto di giorno in giorno la bilancia piano piano scendeva, rendendo il processo gratificante (e quindi mi portava a ripeterlo!).
GIUGNO: RIDURRE LA BIRRA!
Dopo 5 mesi, mi sono ritrovato a leggere tutte le sere, a bere acqua, a fare palestra regolarmente ed a mangiare bene…tutto questo senza rinunciare a viaggiare e combinandolo con il mio lavoro!
Una cosa però a questo punto non si allineava più con la nuova immagine di me stesso che andava formandosi: la birra!
Fin dall’età di 16-17 anni, ho sempre adorato bere birra, e ne ho bevuta tanta, davvero tanta, tantissima!
Una volta avevo provato a calcolare quante birre avevo bevuto nella mia vita, e mi sono fermato a 15.000… Si esatto, quindicimila!
Qualcosa come 3 birre al giorno per 15 anni (non tutti i giorni ovviamente, ma c’erano giorni di “Binge Drinking”, specialmente durante l’università o i miei anni in Spagna, in cui si arrivava abbondantemente oltre le 3-5-8-10 birre al giorno, e mettendole nella somma totale, tutto fa media!
Insomma, per me la birra è sempre stata una compagna, mi sono sempre identificato come un “bevitore di birra” e “amante della birra”… e se seguite il nostro blog da un po’, sicuramente lo sapete.
Ebbene, lo scorso giugno, questa voglia di birra mi stava calando…sarà che bevevo più acqua, che mi allenavo regolarmente, che mi sentivo pieno di progetti ed energia… mi resi conto, che bere troppa birra quest’energia me la stava rubando.
E così, ho cominciato a ridurre poco a poco il consumo di birra: ne mettevo solo una in frigo (la birra calda so che non l’avrei mai bevuta), ed anche uscendo con gli amici, stavo attento a bere più piano e meno.
Mi misi come obiettivo quello di stare sotto le 15 birre mensili (che per i livelli a cui bevevo birra, per me era davvero poco!), e di ridurre progressivamente: un obiettivo che mi sarebbe sembrato impossibile fino a neanche un anno prima, ma che ora cominciavo a vedere!
LUGLIO: LA PAZZIA DELL’IRONMAN!
Ridurre la birra, come la riorganizzazione del telefono, mi ha portato tanto, tantissimo tempo che non pensavo di avere!
Nessun giorno sprecato “offuscato” dopo una serata a bere, nessuna perdita di “focus” il pomeriggio, ed in generale molta più energia (e quando hai energia, puoi sfruttare molto meglio il tuo tempo!).
Trovandomi con molto più tempo tra le mani rispetto a quello che mai avrei immaginato di poter avere, mi chiesi che altri goals potevo mettermi per quello che già mi sembrava un anno incredibile (mi piace sfidarmi e provare cose fuori dalla mia portata!).
I piccoli cambiamenti implementati fino ad ora erano, giorno dopo giorno, diventati abitudini automatiche: bere acqua, non doom-scrollare, il fitness la mattina, il mangiare con logica, contare le calorie e le proteine, scegliere un acqua frizzante al posto della birra…
Man mano che i piccoli gesti quotidiani diventavano abitudini, mi ritrovavo con più tempo libero tra le mani, e per la prima volta nella mia vita non sapevo neanche che farci!
Poi, ascoltando un podcast una mattina, ho sentito di parlare di una gara sportiva assurda: l’Ironman!
L’ironman, per chi non lo sapesse, è una gara di triathlon abbastanza estrema, in cui si nuota per 4km, poi si corre in bici per 180km, e dopo tutto ciò, si corre una maratona di 42km.
Assurdo, folle, pazzo… impossibile!
Questo è quello che ho subito pensato.
Però poi ci ho riflettuto su, e ho pensato: ci sono persone che si allenano e ce la fanno…perchè non posso finirla anche io?
Ecco…fino a questo punto dell’anno avevo costruito giorno dopo giorno uno streak di risultati positivi che mi teneva la motivazione alta, e quindi mi sono detto: “perchè non esplorare questa pazzia?”.
Non avevo mai corso 5km in vita mia, non avevo mai biciclettato per più di un’ora, e sicuramente non avevo mai provato a nuotare per più di un paio di vasche…
Provare qualcosa di IMPOSSIBILE, non so perchè, ma mi eccitava da morire.
Ho ordinato un libro su amazon chiamato “The Triathlon Training Bible” e in 2 settimane mi sono letto questo gran mattone con sorprendente curiosità (non sapevo assolutamente niente di allenamenti endurance!).
E poi, piano piano, ho provato qualche (ridicola) sessione di corsa (20 minuti a sforzo!) e di piscina (con una cuffia di fortuna, troppo piccola xD)
AGOSTO: DIRLO AGLI ALTRI!
Dopo aver corso due volte, già avevo male alle gambe e alle ginocchia!
Non riuscendo più a correre, presi una vecchia bici con i freni scassati e cigolante, la caricai sul camper e cominciai a pedalare dai 10 ai 30km in ogni posto che ci fermavamo (eravamo in Gran Bretagna in quel mese).
Non avevo ancora idea di cosa esattamente dovessi fare per prepararmi ad un ironman e di quanto tempo e risorse realmente prendesse…però una cosa l’avevo chiara: se volevo prepararmi per una cosa così grande, dovevo dirlo alle persone intorno a me!
Solo a dirlo, avevo paura… PAURA!
Alla fine tutti mi conoscevano come “il Dani che beve birra” e quella era l’immagine che per tanto tempo avevo proiettato all’esterno.
Ho cominciato con Isa.
Quando gliel’ho detto, la sua prima risposta è stata:
“Ma sei scemo? Vuoi morire??!”.
Ecco, direi che ci stava tutta xD
Dopo un primo shock iniziale, sorprendentemente è andata meglio del previsto, mi ha guardato e m’ha detto: “qualunque cosa che fai, se ti rende felice, per me va bene”.
Avevo il cuore pieno di gioia eheheh
Qualche settimana dopo, l’ho detto alla mia famiglia, anche loro shocckati…ma anche loro alla fine si sono rivelati molto entusiasti di questa nuova “sfida impossibile”.
La ragione per cui voglio arrivare in fondo a questa gara, è sia per dimostrare a me stesso che niente davvero è impossibile se lo vuoi davvero, sia per dimostrarlo alle persone attorno a me che troppo spesso vedo demoralizzate e prive di fiducia in se stessi: secondo me, OGNUNO di noi, all’interno di se stesso ha una forza che neanche tu immagini!
Fidati…, se mai dovessi arrivarci IO in fondo ad un Ironman, che bevevo birre a motore fino a neanche un anno fa…può farlo davvero chiunque!
Con il supporto di Isa e la mia famiglia, sentii quindi il coraggio di iscrivermi: sborsai 800Euro di iscrizione e il prossimo 14 Giugno a Klagenfurt in Austria, proverò a correre questa follia chiamata Ironman.
(Dirvelo in quest’email, per me è superare un altra grande paura enorme, in quanto la vedo ancora come una cosa semi-impossibile e il solo dirlo a tante persone mi stressa… 😉
SETTEMBRE: LANCIAMO CAMPER 101!
Mi sono ripetuto per oltre 2 anni, che “non avevo tempo” per scrivere un blog e filmare video allo stesso tempo.
Per quasi un anno infatti, su Youtube non avevamo più pubblicato quasi niente.
Dentro mi dispiaceva, perchè pensavo “tutta questa conoscenza che ho accumulato sui camper potrebbe aiutare tante persone a costruirsi la loro libertà, perchè non la butto fuori?”
E così, quasi dal nulla, è nato un altro progetto folle chiamato “Camper 101“, una serie di 101 video sul camper fai-da-te.
Per creare 101 video, sapevo che ci sarebbero voluti un paio d’anni, e soprattutto un buon sistema per automatizzare tanti passaggi e non perdere tempo inutile in troppi, piccoli dettagli: andava ridotta la frizione!
Per farlo, ho deciso di investire nella creazione di un piccolo studio, che abbiamo allestito in Trentino in una vecchia cantina di casa: luci, un microfono decente, un po’ di insonorizzazione appiccicata alle parete, vecchi tappeti riciclati per terra e woilà, eravamo pronti per registrare!
Da settembre, ogni settimana è uscito un video (o due) settimanalmente, con l’esclusione di dicembre in cui a causa di un furto in camper ci siamo dovuti fermare un mesetto per ri-organizzarci.
Quello che importa però di questa storia, è che anche qui, l’organizzare l’ambiente in cui filmavo i video si è rivelato fondamentale per trovare il tempo: ho cablato lo studio in modo da accenderlo con un interruttore unico.
Luci, camera, computer, microfono…tutto si accende con un click e sono pronto a registrare.
Si, c’è voluto un po’ per prepararlo, ma alla lunga, investire tempo per creare un sistema che ti aiuti a fare ciò che hai in mente di fare, può rendere quello che vogliamo fare molto più semplice, visibile, attraente…e quindi gratificante! 🙂
OTTOBRE: AGGIUNGIAMO GLI IMPIANTI
Allenamenti di corsa, bici, nuoto, palestra…e poi leggere, studiare, pesarsi, bere acqua, nutrirsi sani, e registrare una serie e editarla.
Tante abitudini andavano sommandosi, e tutto andava bene in una routine normale…ma a ottobre avevo preso appuntamento con tanti di voi per venire a domicilio ad aiutarvi con gli impianti elettrici dei vostri camper.
Damn…qui davvero è stata dura conciliare il tutto!
Lavorare su un camper, prende almeno 8 ore al giorno, e nel tempo rimanente chirurgicamente doveva starci tutto.
Ebbene, ho scoperto che anche questo, con il sistema giusto, si poteva fare: corsa la mattina, parcheggiare la sera vicino ad una palestra, il libro rilassante la sera per ricaricarsi, preparare il cibo in una volta sola quel giorno che ero in pausa per non dover perdere tempo tutti i giorni…
A questo punto, la bugia del “non ho tempo” non me la raccontavo più, ero sempre più convinto che il tempo c’è, lo abbiamo tutti.
Basta volerlo trovare.
Basta fermarsi, respirare, e riflettere su dove davvero lo stiamo spendendo.
NOVEMBRE: VIVERE IL PRESENTE… E UN PICCOLO INCIDENTE!
“Se hai tempo, medita per 5 minuti. Se non hai tempo, medita per un ora” – proverbio Zen
A novembre, mi sono posto come obiettivo quello di vivere il presente ed ascoltare me stesso, darmi tempo per riflettere su ciò che avevo imparato quest’anno e su dove adesso stesse andando il mio tempo.
Avevo appena finito di leggere un altro fantastico libro chiamato “The Power of Now” (il potere dell’adesso), un piccolo libro di Eckart Tolle (uno scrittore tedesco) sul vivere al di sopra delle emozioni che spesso controllano il nostro comportamento senza darci il tempo di riflettere e reagire consciamente…e avevo voglia di metterlo in pratica, sempre a piccoli passi.
Fare sport giornalmente, sicuramente mi ha aiutato a trovare il tempo per pensare e meditare: stancando il corpo, davvero si può rafforzare la mente!
In questo mese ho capito che prendersi del tempo per se, che siano anche solo 5 minuti al giorno, per uscire dal tran tran quotidiano costruito da routine semi-automatiche, davvero può aiutarci a farci sentire più presenti…
e questo tempo può essere ovunque!
Prova per 5 minuti a concentrarti su ciò che stai facendo, ma concentrarti per davvero!
Per esempio, lavandoti le mani: prova a concentrarti sul flusso dell’acqua, sul rumore che ascolti, sul profumo del sapone, la temperatura dell’acqua in vari punti della mano e il senso di scivolamento…
Una volta fatto, prova ad analizzare quanto più ti sei sentito presente nel momento…più “dentro” al tuo corpo ed al tuo tempo!
Questo era un’esempio semplice, ma che con allenamento possiamo portare a tanti aspetti della nostra vita per viverli più a pieno e senza sentirli “fuggire” veloci nel tempo, come se non li avessimo davvero vissuti.
DICEMBRE
A fine novembre, c’è successo qualcosa di inaspettato e sfortunato: durante una giornata comune, mentre facevamo la spesa, dei ladri ci sono entrati in van, e ci hanno rubato i computer di lavoro, una Bluetti, e tanti altri accessori tecnologici per un valore di circa 8000Euro.
Sicuramente è stata un’esperienza scioccante: persi tanti file, alcune foto, tanti ricordi… tutto sparito nel giro di un’ora: mi sono ritrovato senza il mio PC di lavoro e con il feeling che la nostra casa era stata violata…non è mai bello!
Che ho fatto?
Ho immediatamente ri-ordinato un PC il giorno stesso (abbattersi non serve secondo me, mai!), ma la spedizione richiedeva 15 giorni.
In quel frangente, ho dovuto muovere consulenze, posticipare l’uscita di tanti video, di tanti articoli…
“Mannaggia, questo mi rallenterà tantissimo” ho subito pensato…
Dicembre era l’ultimo mese dell’anno e avevo tante idee per “chiudere in bellezza l’anno”…
Sicuramente l’ultima cosa che avrei voluto era trovarmi senza il mio principale mezzo di sostentamento (PC) e tantomeno con tanti file persi da ricreare…
Nella sfiga però, con l’attitudine giusta, si può sempre trovare qualcosa di positivo…
e qui, mi si è aperto un portone un altra volta!
Senza PC, mi sono ritrovato con molto, moltissimo tempo “vuoto”.
Tempo per riflettere, analizzare me stesso, l’anno appena passato, e quello che stavo facendo della mia vita e del mio tempo… un po’ come per non so che grazia mi erano capitati quei 3 giorni di tranquillità sul finire dell’anno precedente!
Da una parte, ho pensato che questo sia stato il primo dicembre, in cui davvero ho provato la sensazione di aver sfruttato durante tutto l’anno il mio tempo appieno.
Tirando le somme…
L’Impossibile può diventare possibile
in un solo anno!
Ho approfittato di questo tempo per tirare le somme, e non ci credo nemmeno io!
Quest’anno…
– ho trovato il tempo per andare in palestra 110 volte (e non in una palestra, in tante diverse, belle e brutte, da Londra a Napoli a Strasburgo e Berlino!), e i soldi in più per fare entrate giornaliere li ho trovati semplicemente bevendo meno!
– ho trovato il tempo per fare 100 sessioni di endurance tra nuoto, bici e corsa
– ho trovato il tempo per bere regolarmente e nutrirmi in maniera più sana
– ho trovato 130 ore di tempo per studiare cinese (15 min al giorno…e ora riesco a leggere testi semplici 🙂
– ho trovato il tempo per leggere 12 libri, che uno dopo l’altro mi hanno aiutato a valorizzare di più il mio tempo e le mie energie
– ho trovato il tempo per registrare 28 videos su youtube per aiutare il prossimo
E ad oggi che scrivo, sono pure 25 giorni che non tocco una birra, non perchè voglia smettere di bere, ma proprio perchè non ne sento la voglia!
E’ stato un anno assurdo, in cui ho scoperto che per anni mi stavo raccontando una stupida bugia, quella di “non avere tempo”...
Sei hai letto fin qui, probabilmente
ti starai domandando:
“Dani, ma perchè hai voluto condividere
tutta questa storia
e sei stato 3 ore a scrivere una newsletter
il primo gennaio?
Ecco, perchè ci tenevo a dirvi una cosa…
La nuova direzione di Lost on the Route!
In questi 6 anni, su Lost on the Route abbiamo parlato di viaggi e camper… e ci siamo divertiti! 🙂
Quello che era partito come un hobby, è diventato un lavoro, che mi ha permesso di conoscere persone stupende (voi!!!), scambiare tante idee e coltivare una bellissima community di appassionati di libertà!
In questi 6 anni, sono cresciuto io come cresciamo tutti, e con la vita che prosegue, le priorità, le passioni e la vita cambiano.
Il camper rimane una mia grande passione, così come viaggiare rimane la mia vita, però…
C’è un però.
Nell’ultimo anno, mi sono reso conto durante tutto questo viaggio personale, che ciò che ho imparato quest’anno ha un valore enorme che potrebbe esser d’aiuto a tantissime altre persone come lo è stato per me.
Mi è capitato di vedere troppe persone quest’anno, alcune molto vicine a me, non sapere che direzione prendere nella vita, sentirsi insicure e un po’ “perse per strada”.
Il nome “Lost on the route” (in italiano – “perso per strada”) era nato con questo nome proprio perchè IO, al tempo, mi sentivo perso per strada…
Ad oggi, che mi sento energizzato, motivato e “ritrovato sulla strada”, sento di aver tanto da condividere, al di là del semplice “come si costruisce un camper o un impianto elettrico”.
Vi sto dicendo che non farò più video sui camper?
Niente paura, la nostra serie Camper 101 continuerà regolarmente durante quest’anno…
Però, parte delle mie energie saranno rivolte anche ad altri argomenti, che vanno oltre al Camper e che al momento secondo me potrebbero avere più impatto sulla vita e sul (preziosissimo) tempo di tante persone.
Nei prossimi 3 mesi, il blog di LostOnTheRoute subirà una trasformazione: tutti gli articoli già online rimarranno accessibili, ma stiamo ri-organizzando una nuova struttura del blog per rispecchiare questa nuova direzione che crescendo, sta prendendo.
Oltre ai viaggi ed al camper, parleremo anche di cura del tempo, di produttività e di ricerca della vera libertà: geografica, economica, temporale e mentale.
L’idea è che “Lost on the Route”, possa diventare un blog dove chi si sente perso si possa ritrovare, oltre al viaggio ed oltre al camper!
Spero che tu abbia piacere di percorrere questo percorso insieme ancor una volta! 🙂
Io sono convinto che ogni persona possa dare un contributo, anche nel suo piccolo, per migliorare la vita degli altri.
Nessuno di noi è un’isola, e condividere le nostre esperienza in questo fantastico viaggio chiamato “vita” è la cosa più potente che possiamo fare per aiutare altri a godere al meglio del loro tempo.
Quando mi venne l’idea di camperizzare un van fu perchè vidi il video di un messicano che l’aveva fatto.
Se quest’anno ho fatto tante cose che rimandavo da anni, è stato perchè un americano si è preso la briga di scrivere un libro e condividere ciò che aveva imparato.
Se mi sto allenando per un Ironman, è perchè altre persone hanno condiviso il loro percorso e mi hanno convinto che sia possibile!
Quindi in conclusione, ricorda: per quanto tanto o poco tu pensi che la tua esperienza possa aiutare altre persone, quest’anno, condividila!
Non sai mai quanto e a chi potrà esser d’aiuto!
Noi faremo lo stesso! 🙂
-Dani
A NOME DI TUTTO
IL TEAM DI LOST ON THE ROUTE,
TI AUGURIAMO UN INCREDIBILE 2026! 😊😊❤️
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